Madre e figlia rapinate e sequestrate

Postati in 1 con i tag , su 5 febbraio 2010 da essecinews

Madre e figlia rapinate e sequestrate

Due individui, armati di un mazzuolo e di una torcia, hanno immobilizzato la proprietaria, 67 anni e l’hanno costretta ad aprire le due casseforti

Una rapina, con sequestro delle proprietarie, si è compiuta la notte scorsa all’interno di una casa tipo terratetto nella zona di viale Europa, in via Calzolari, intorno alle due. Due individui, armati di un mazzuolo e di una torcia, hanno immobilizzato la proprietaria, 67 anni, che si era svegliata perchè aveva sentito dei rumori, coprendole il volto con della stoffa, e si sono fatti aprire le due casseforti. Anche la figlia della proprietaria, presente nell’abitazione, è stata bloccata e chiusa nella sua camera. Prima di fuggire con il bottino, circa 9.000 euro, i due rapinatori hanno rinchiuso la 67enne nel bagno. Indaga la squadra mobile della questura.

DONNE SOTTO CHOC – La donna è una commerciante ed è stata svegliata da rumori, si è alzata dal letto e ha notato due individui che stavano illuminando la casa con la torcia. Quando si sono accorti della sua presenza, l’hanno immobilizzata e le hanno coperto il viso con un canovaccio. A questo punto si sono fatti indicare l’ubicazione della prima cassaforte, posizionata nel locale adibito ad attività commerciale al piano terra dell’edificio, e l’hanno aperta forzandola con un mazzuolo. Alla richiesta di un’ulteriore cassaforte, che invece è nell’abitazione, la proprietaria gliel’ha indicata consegnando loro le chiavi. Dentro c’erano soldi e gioielli. Poi sono fuggiti, dopo aver chiuso nel bagno la donna e nella sua camera da letto, la figlia, che nel frattempo era stata svegliata dai rumori ed è stata vista dai rapinatori. La prima a liberarsi è stata poi la figlia. I due rapinatori sarebbero stati indicati come nordafricani. Per entrare nella villetta, situata nell’abitato urbano di Firenze, hanno forzato una veranda che s’affaccia su un giardino. Le due donne sono rimaste sotto choc ma non hanno avuto bisogno di cure mediche.

Corriere Fiorentino.

Un urlo ai bambini “Tiragli alle gambe”

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Firenze, 8 dicembre 2009 – L’URLO è un classico dei dementi da stadio. «Tìragli!». E già risulta poco potabile — nonché indice di sportività pari a -20 — se indirizzato a un Balotelli o a un Cristiano Ronaldo. Figuriamoci se questo viene gridato nel corso di una esibizione di calcetto fra bambino di otto anni. Il risultato? Scontro fisico in tribuna fra lo sportivissimo genitore autore del simpatico «tiragli!» e qualche altro padre schifato dal gesto; i poveri pargoli che restano attoniti e gelano nei loro entusiasmi pedatori; l’allenatore di una delle due squadre che si arrende e ritira la squadra dal campo.

Il bello è che tutto questo non accade in una landa desolata e gravata da chissà quale disagio sociale. Accade invece in una mattina di sabato pre-natalizio nella civilissima Firenze, sui campetti di viale Manfredo Fanti, dove non si sta giocando uno spareggio scudetto all’ultimo respiro tra Fiorentina e Juventus, ma un’esibizione di calcio a cinque tra l’Affrico padrone di casa e gli ospiti del Firenze Sud. In campo non ci sono Gilardino e Amauri, ma bambini nati nel 2001 arrivati fin lì solo per il gusto di dare due calci a un pallone in quello che sarebbe definito il gioco più bello del mondo. E magari lo sarebbe anche, se sulle tribune non ci fossero poi i soliti dementi in servizio permanente ed effettivo.

Mentre Fiorentina e Juventus, pardon, Affrico e Firenze Sud, sono sull’1-1 — ma potevano anche essere 12-0 e nulla sarebbe dovuto accadere ugualmente — parte l’urlo dalla tribuna dove ci sono i genitori: «Tìragli!». Che in italiano corrente non significa altro che «fagli male». Cosa che, detta a un bambino di otto anni e che magari è tuo figlio, non rappresenta il top dell’educazione e della sportività. Insomma, il grido parte. E parte dal lato dei padroni di casa. Così che l’allenatore degli ospiti si rivolge a quello dell’Affrico dicendogli di far smettere il proprio tifoso altrimenti la partita finisce immediatamente.

Ma il confronto fra i due allenatori non fa in tempo a concludersi che in tribuna scoppia il putiferio: alcuni partono in direzione dell’«urlatore», altri in suo difesa, si arriva al faccia a faccia e a qualche spintone sotto gli occhi dei bambini che stanno ancora giocando. Fino a che l’allenatore del Firenze Sud, Alessio Govanelli, schifato da quanto successo, non decide di ritirare la squadra dal campo, con i pargoli che tornano negli spogliatoi a testa bassa fra gli applausi dei genitori non coinvolti nell’inverecondo parapiglia.

Ieri è partita la relazione per la Federazione italiana gioco calcio, un resoconto dovuto al termine di ogni incontro disputato sotto l’egida della federazione in cui verrà spiegato il motivo dell’interruzione della partita. Conseguenze sono possibili nonostante le scuse subito presentate dall’Affrico: «La partita sarà recuperata — ha detto il direttore sportivo della società Matteo Petrachi — e in quella occasione organizzeremo una festa. Ho già parlato con l’altra società e c’è l’ok: faremo entrare in campo i ragazzini tenendosi per mano, faremo il cosiddetto ‘terzo tempo’ a fine gara e poi una merenda che coinvolga tutti». All’Affrico lavora come consulente Celeste Pin, ex stopper della Fiorentina, e dal vivaio della società sono usciti diversi giocatori che sono arrivati al professionismo: l’ultimo è l’attaccante dell’Albinoleffe Marco Cellini che nelle ultime due stagioni ha segnato per i bergamaschi 28 reti.

di Gigi Paoli

Assalto al gioielliere Colpo da due milioni

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Firenze, 2 dicembre 2009 - Un colpo da due milioni di euro. Per lo più in lingotti d’oro e preziosi lavorati. Mancava solo che i due banditi passassero l’aspirapolvere per portarsi via anche le pagliuzze d’oro cadute nel corso della razzia. Non hanno lasciato assolutamente nulla di valore.

Questa la prima ricostruzione dei carabinieri del reparto Operativo. Intorno alle 17 due uomini si affacciano alla ‘bussola’ a consenso che protegge uno dei più famosi ingrossi di oreficeria il «Gold Alley» in Borgo SS. Apostoli 15, nel cuore del centro, tra i vicoli dove è stata scritta la storia dell’Arte, accanto alle botteghe che hanno ospitato i i giovani Donatello, Botticelli, Brunelleschi.

I banditi, due sembra, arrivano dal retrobottega in Lungarno Acciaiuoli, da dove arrivano di solito i fornitori. I titolari di ‘Gold Alley’ sono due fratelli, Sergio e Davide C. E’ uno di loro che, mentre è al telefono con un orefice suo cliente a Venezia, vede un po’ di movimento sull’esterno. Movimento abbastanza abituale. Neanche l’impiegata si allarma, fino a quando non vede che i due si calano sul volto un passamontagna e soprattutto che uno dei due ‘fornitori’ è armato di pistola semiautomatica. Ma a quel punto è troppo tardi.

E’ drammaticamente chiaro che quei due sono banditi. I rapinatori si fanno largo nei locali di ‘Gold Alley’ e in un attimo fanno capire in maniera molto minacciosa le loro intenzioni: voglio aprirsi la strada che porta al caveau sotto la minaccia delle armi. E quando sono lì, cominciano a ripulirlo come automi. Sono estremamente «professionali». Poi passano alla cassaforte, aperta perché il titolare aveva appena preso un pezzo all’interno, quindi ai cassetti blindati delle mostre. Prendono tutto, sono rapidi, efficienti, non lasciano neanche un anellino.
I due rapinatori lavorano per più di mezz’ora per mettere insieme il bottino, lo sistemano in due borsoni da viaggio e in un trolley di colore rosso. Ancora pochi attimi e sono pronti. Pronti a uscire, a dileguarsi da dove erano venuti, mescolati alle persone che si concedono un passeggiata prima dell’aperitivo.

Sembrano turisti in cerca di un albergo. Insospettabili. Invece sono criminali assoluti. Escono naturalmente dopo aver neutralizzato il titolare e l’impiegata, legati con laccetti e imbavagliati con scotch da pacchi. Poi escono tranquilli, in pieno centro: nei borsoni e nel trolley c’è un tesoro. Nessuno si accorge di niente, tanto meno in Borgo SS.Apostoli dove c’è l’ingresso principale dell’ingrosso, protetto da una telecamera, una cancellata in ferro e un’insegna volutamente anonima.

Quasi un’ora più tardi il titolare di ‘Gold Alley’ riesce a liberarsi. Slega anche l’impiegata e, finalmente, riesce a chiamare il 112. I carabinieri arrivanon in pochi istanti, ma il vantaggio dei banditi è quasi incolabile. Pur tuttavia i militari setacciano la zona, cercano testimonianze preziose. C’è chi può aver visto quei due, i borsono, il trolley. E magari i volti, perchè certo si sono levati i passamontagna. Secondo le vittime della rapina i banditi hanno parlato poco, in italiano perfetto. Né le telecamere hanno ‘visto’: erano travisati. Intervengono anche i carabinieri delle investigazioni scientifiche in cerca di impronte digitali da poter confrontare con il database di servizio. Ma forse i due non si sono mai levati i guanti in lattice.  Gold Alley sceglie, disegna, produce e vende i gioielli di nuova generazione e tendenze stilistiche.

Agostini-Spano

Raffica di furti nei negozi Hanno rubato anche biscotti

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Firenze, 30 novembre 2009 – E’ un percorso 'netto' quello fatto dai ladri per rubare, la scorsa notte, in tre negozi di via Vittorio Emanuele: giardini (compreso quello dell’Orticoltura), reti di recinzione, corti interne, finestre, per passare da un fondo all’altro. Case, molto spesso negozi. Ma è appunto un percorso abbastanza facile, al riparo dalla vista, dislocato sul retro della strada, non a caso da tempo bersagliata proprio per queste condizioni logistiche favorevoli ai malintenzionati. Giardini a volte incolti, a volte curati, protetti da reti di recinzione sempre e comunque facilmente superabili consentono 'blitz' che durano anche a lungo.

 

L’ultimo raid a effetto 'multiplo', si è detto, la notte scorsa. Il bottino supera i 10mila euro. Rubati biglietti ed abbonamenti Ataf (per 2300 e 1850 euro), gratta e vinci (per 2000 euro) ricariche telefoniche (600), carta agila per i bus (400) e sigarette. Più 210 euro di fondo cassa. L’incursione era cominciata in una mesticheria, raggiunta attraverso il passaggio nel cortile. Da qui, forzata una finestra, i malviventi sono riusciti ad entrare in una gelateria confinante, da dove sono stati portati via 40 euro dalla cassa, oltre a scatole di cioccolato e di biscotti.

 

Poi il vero 'colpo gobbo' in tabaccheria. Sul posto personale delle volanti della questura. La prima ricostruzione conferma che prima di entrare nei negozi i ladri hanno divelto la recinzione di una ferramenta confinante con il Giardino dell’Orticoltura e hanno ‘visitato’, senza portare via nulla, pure un ambulatorio veterinario.

La nazione

Rito voodoo, ritrovati i resti in zona Novoli

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Firenze, 30 novembre 2009 – Ritrovati i resti di un altro rito, tipo voodoo. E' successo stamani, in via Ramusio, nei pressi della scuola Mameli, nel quartiere di Novoli a Firenze.

Un residente della zona ha avvertito la polizia, dopo aver ritrovato un' 'apparecchiatura' simile a quella rinvenuta venerdì scorso in via Fratelli Zeno, a pochi isolati di distanza: su una tovaglia di colore rosso e nero erano stati appoggiati piatti con all'interno fegato di animale, peperoncini, bottiglie, bicchieri di birra e spumante.

Sul posto, oltre agli agenti delle volanti, è intervenuta anche la squadra antisette della questura.

La nazione

Rogo alla chiesa di San Salvi Vandali bruciano il portone

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Firenze, 21 novembre 2009 – Un grave atto vandalico si è consumato la notte scorsa nella chiesa dell'area di San Salvi, zona che un tempo ospitava il manicomio della città. Ignoti hanno prima cercato di entrare nell'edificio sacro sfondando con una pietra una gossa finestra di vetro; poi, non riuscendoci, hanno gettato del liquido infiammabile, presumibilmente benzina, sotto la porta della chiesa.

 

Gli oltre quattro metri di altezza del portone sono completamente bruciati e all'interno le pareti si sono annerite. Ad accorgersi dell'inciendio, intorno alle 4 di stamane, sono stati un eletticista e una paziente della casa di riposo che sorge nella zona. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme.

 

Non è la prima volta che si verificano atti vandalici nell'area di san Salvi. Solo due notti fa alcuni locali attigui alle caldaie, e in uso ai lavoratori di una cooperative di pulizie, sono stati dati alle fiamme. A quanto si apprende durante il sopralluogo è stata ritrovata una tanica. Su entrambi gli episodi stanno indagando i carabinieri di Firenze.

la nazione

Viene sospreso senza biglietto e aggredisce il controllore

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Firenze, 18 novenbre 2009 – E' scattata la denuncia per un uomo di 49 anni, fiorentino, che dopo essere stato sorpreso a bordo dell'autobus senza biglietto, ha aggredito il controllore. L'uomo è stato denunciato nel pomeriggio di ieri dagli agenti delle Volanti, a Firenze con l'accusa di resistenza ad incaricato di pubblico servizio.

 

L'uomo, dopo aver strattonato il controllore mentre redigeva il verbale della multa, ha cercato di allontanarsi scendendo dal mezzo. Ma è stato intercettato in Viale Talenti dagli agenti che nel frattempo sono intervenuti dopo la segnalazione giunta al 113,

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